Dal 4 luglio 2020 al 30 gennaio 2021 presso il Museo Diocesano di Gallipoli “Mons. Vittorio Fusco”, avrà luogo la mostra LA PITTURA PARLA AL MONDO - RAPPRESENTAZIONE E SEGNO di Antonio Del Donno. La mostra è organizzata da SIA Servizi Museali srl, Solver Sud Salento srl, Container71 srl, Giovanni Altamura - Arte Moderna e Contemporanea in collaborazione con Archivio Del Donno (Pres. Alberto Molinari).

Il percorso artistico di Antonio Del Donno (Benevento, 1927) inizia nella prima metà degli anni cinquanta con le serie di disegni a china - architetture urbane, strade, ferrovie - anticipatrici della forte seduzione per il segno grafico che diventerà il leit-motiv della sua intera produzione. Sempre desideroso di sapere e di conoscere, Del Donno frequenta quotidianamente la galleria di Lucio Amelio a Napoli e presenzia assiduamente ai maggiori eventi artistici che si succedono freneticamente in quegli anni in Italia e all’estero: dalle Biennali alle Triennali, dalle Quadriennali alle fiere e alle mostre più importanti, sempre accompagnato dall’amico Mimmo Paladino con il quale condivide ogni avvenimento. Si forma direttamente all’interno dell’ambiente artistico e vive le esperienze di un’epoca storica - quella delle avanguardie degli anni ’60 e ’70 - contrassegnata da radicali cambiamenti e forti rotture. Parallelamente, comincia a produrre e ad esporre il frutto del suo lavoro con un’intensità che è, ancor oggi, a dir poco sorprendente. L’assiduità della pratica e la volontà gli hanno permesso di raggiungere una sicurezza straordinaria che non sconfina mai nel manierismo e nella ripetitività fine a sé stessa. La quotidianità del fare artistico - per lui indispensabile - è da leggere essenzialmente come gesto liberatorio e comunicatore. Osservando gli ultimi lavori si percepiscono una freschezza e una forza mai venute meno nel corso degli anni, che rendono inimmaginabile l’effettiva età anagrafica dell’autore. Del Donno è un artista che ha sempre perseguito i suoi ideali con un convincimento che molti potrebbero invidiargli. Le mode non l’hanno soggiogato, il denaro e la fama non l’hanno divorato; dall’alto del suo “piedistallo” può permettersi di esprimere feroci critiche contro chi fa dell’arte una mera questione di business. Assumendosi il rischio di venir confinato ai margini dell’ambiente artistico - ma così non è stato - Del Donno ha scelto la purezza di spirito e di linguaggio per comunicare il suo pensiero che va “intuìto” per mezzo della sensibilità e non “spiegato e capito”, come non si possono “spiegare e capire” il canto degli uccelli, un’alba, un tramonto … La sua filosofia ben si percepisce osservando l’intero corpus delle opere, dai Contenitori di luce ai Vangeli, dalle Parole di fuoco alle Tagliole e ai lavori più recenti, che richiamando ironicamente il mondo della pubblicità, criticano il consumismo e la superficialità che spesso ci circonda. Tutto il lavoro di Del Donno è coerente con il suo modo di essere e portatore di valori profondi: onestà intellettuale, autenticità, libertà. Si sono occupati ampiamente della sua produzione Achille Bonito Oliva, Filiberto Menna, Mirella Bentivoglio, Enrico Crispolti, Giuseppe Galasso,ecc. Le sue opere sono esposte in più di 45 città e in oltre 72 luoghi diversi fra musei, mostre permanenti, spazi privati ed istituzionali. Sono stati anche istituiti due musei permanenti nelle città di Benevento ed Anagni, dedicati all’artista.

Tariffe (il biglietto d’ingresso comprende la visita al museo e alla mostra)

Ingresso ordinario: € 4,00

Ingresso ridotto: € 2,50

(Il biglietto è ridotto del 50% ai cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 14 e i 25 anni).

Ingresso gratuito

-          Ai cittadini extracomunitari e dell’Unione Europea minori di 14 anni;

-          Ai cittadini extracomunitari e dell’Unione Europea portatori di handicap e ad un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria;

-          Agli allievi dei corsi di alta formazione della Scuole del Ministero (Istituto Centrale per il Restauro; Opificio delle Pietre Dure; Scuola per il Restauro del Mosaico);

-          Per motivi di studio, ricerca attestate da Istituzioni scolastiche o universitarie, da accademie, da istituti di ricerca e di cultura italiani o stranieri, nonché da organi del Ministero.

Data: Sabato, 04 Luglio 2020 11:51

ORARI

Giugno - Settembre

Dal martedì al venerdì dalle 10,30 alle 13,00
e dalle 17,30 alle 21,00.

Sabato e domenica dalle 10,30 alle 13,00
e dalle 17,30 alle 21,30.

Lunedì chiuso.

Ottobre - Maggio:

Dal martedì al giovedì dalle 9,30 alle 13,30.
Venerdì, sabato e domenica dalle 16,00 alle 20,00.
Giorni festivi dalle 16,00 alle 20,00.
Lunedì chiuso.

 

 

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Obbligatorio *

 

 

 

Un museo è un luogo dove si dovrebbe perdere la testa. (Renzo Piano)