“Ciò che trattiene dall’essere presente, non è altro che la speranza nel futuro; la speranza in qualcosa che deve accadere tiene in vita una certa fantasia sul futuro, questa speranza è un miraggio; nessuno ci arriva e questa speranza ci trattiene dal vedere l’evidenza, la preziosità dell’essere. È una grande distorsione, una grande incomprensione di ciò che può dare soddisfazione. Quando insegui un miraggio o l’amore, stai rifiutando te stesso.”
A. H. Almaas

Una donna, un amore sospeso, un’attesa che dura una vita. E un uomo assente, sbagliato, ingombrante, lontano. Un uomo verme che si nutre del corpo di lei, della vita di lei ma soprattutto dell’amore di lei. Perché l’affetto tiene in vita il legame e quando questo è a senso unico si tira sempre più il filo e il nodo si stringe, finché non ci soffoca.
Spesso l’innamoramento può somigliare ad una forma estrema di dipendenza affettiva. In esso infatti ritroviamo tutti i sintomi della dipendenza: l’idealizzazione, il desiderio di stare continuamente con la persona amata, l’ansia di separazione, l’ossessione per l’altro, le manifestazioni somatiche come batticuore, rossore, eccitazione. Ci sono persone che sono riuscite a sperimentare una qualità profonda di amore e che sentono il desiderio interiore di condividere la loro pienezza con l’altra persona. Poi ci sono le personalità dipendenti, queste, mancano di fiducia, di forza, di autostima e sono alla continua ricerca di compensazioni esterne.
Quando si perde di vista il proprio valore o non si riesce a riconoscerlo si crea un senso di mancanza e di incompiutezza. Si finisce per disconoscere le proprie qualità più intime restando come stranieri a se stessi.

Penelope è una donna che attende. Lei ha visto suo marito partire per la guerra e la sua vita si è fermata quel giorno. Passa le giornate ad aspettare che torni, a guardare il mare e a canticchiare canzoni che parlano di amori lontani.
Questa eroina rivisitata in chiave moderna fa rivivere le storie e i conflitti che si ripetono nei secoli perché appartengono ai meccanismi che regolano da sempre i rapporti affettivi.

Un monologo appassionato di una donna sola, fragile, ma pronta a tutto pur di seguire il proprio cuore. Il testo scritto dall’attrice performer Alessandra Merico è composto da momenti brillanti e drammatici e impreziosito dalle musiche originali di Eloisa Atti accompagnata alla chitarra da Marco Bovi.

Lo spettacolo "Penelope – L’abitudine di restare" andrà in scena Sabato 3 Agosto alle ore 21.30 sulle suggestive terrazze panoramiche del Museo Diocesano di Gallipoli, in Via Antonietta de Pace, n. 51.
Ingresso € 12,00
Info e prenotazioni:
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Tel. 0833/264110

 

 

Data: Sabato, 17 Agosto 2019 17:31

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e dalle 17,30 alle 21,00

Sabato e domenica dalle 10,30 alle 13,00
e dalle 17,30 alle 21,30


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Giorni festivi dalle 16,00 alle 20,00.
Lunedì chiuso.

 

 

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